gli uomini.
queste meravigliose, meravigliose, meravigliose e bizzarre creature.
ora, io non riesco a trovare un fidanzato manco a pagarlo, non riesco a darla via neppure gretis, ma per una qualche motivazione inesplicabile riesco di tanto in tanto a trovare dei buffi pretendenti.
gente curiosa, ormonalmente inadeguata per lo più, che mi idolatra.
che per carità, è anche appagante eh. l'ego ne risente positivamente, nonostante sia conscio dell'assurdità dela situazione.
l'ultimo (penultimo ad essere onesti a conti fatti) esemplare di questa genia (o punizione psicologica, anche) giusto una settimana fa mi dichiarava tutto il suo profondo, eterno e sfotunato amore. Io con tatto, cercando di non ferire i sui sentimenti ( e chi mi conosce, sa come lo sforzo possa essere stato notevole) rimarcavo l'impossibilità di concretizzare il nostro rapporto in modi differenti da quello dell'amicizia.
lui ha terminato il discorso con uno sguardo pietoso proferendo un ultimo desiderio:
"si però, ogni tanto possiamo anche andare a bere qualcosa insieme"
due giorni dopo, apro la mia pagina su facebook e la prima notizia che il social network mi propina è che l'uomo in questione ha cambiato il suo status in "impegnato".
ho preso la lista dei pretendenti inutili e ho depennato il suo nome.
alleluja.
rimane di fondo la questione: ma quando un uomo parla, sa quello che dice? è scemo lui, oppure è talmente scemo che pensa che la scema sia io?



